venerdì 18 novembre 2011

Torta di carote di Lavacchia



Torta di carote

Grattugia 175 g di carote.
Trita 125 g di noci.
Setaccia 230 g di farina con 3 cucchiaini di lievito in polvere, aggiungi 1 pizzico di sale, 2 cucchiaini di cannella, 175 g di zucchero, mescola ed aggiungi ancora 225 ml di olio di semi di girasole e, una per volta, 4 uova. Incorpora le carote e le noci.
Ungi una tortiera ed infarinala, versavi l’impasto ed inforna a 180° per 1 ora.

Volendo ci sta bene una copertura al formaggio.
Copertura:
lavora 30 g di burro a crema, aggiungi 150 g di ricotta o di Philadelfia, 225 g di zucchero a velo e 2 gocce di essenza di vaniglia.


(se non hai in casa lo zucchero a velo, ricordati che lo puoi fare tu mettendo lo zucchero semolato bianco nel mixer, viene un po' più pesante, ma va ugualmente bene)


mercoledì 16 novembre 2011

La torta di noci della vovò

Allora dopo tanta attesa, finalmente la mia pulce ha una richiesta:



La torta di noci della vovò

setaccia 80 g di farina, trita 120 g di gherigli di noce, imburra una tortiera ed infarinala.
Separa albumi e tuorlo di 6 uova.
Aggiungi un pizzico di sale agli albumi e montali a neve ferma.
Batti i 6 tuorli con 200 g di zucchero fino a che il composto è spumoso e chiaro.
Aggiungi la farina ed i gherigli e poi gli albumi, mescolando delicatamente per incorporarli senza farli smontare del tutto.
Versa il composto nella tortiera ed inforna a 180° per 45 minuti. Ricordati di scaldare il forno prima di infornare.

martedì 1 marzo 2011

Piccolo segreto prezioso


Una cuoca preziosa è una cuoca soddisfatta, in pace.
Una cuoca che non è ossessionata dalla ricetta modello,
che non si confronta sempre con la ricetta considerata perfetta
(in base a quale criterio?),
Una cuoca che raggiunge la sua viva, presente, unica ricetta.

Stare in cucina è come stare nella vita:
quando si capisce che una cosa è bella per quello che è,
si smette di fare confronti e
si è finalmente liberi e felici!

In cucina come nella vita,
l’attenzione all’atto, la consapevolezza è il punto focale.
Basta essere presenti con tutti i sensi:
si guarda il cibo, si tocca, si osservano i movimenti e se ne è consapevoli.
Si esercitano udito e olfatto e si cerca l’equilibrio.

Un risotto può diventare un capolavoro da gustare con il corpo e con la mente:

Quando si sciacqua il riso, facendolo scorrere tra le dita e lo si osserva,
si incomincia ad avere consapevolezza degli atti.
Tostandolo, si può avvertirne il lavorio interno con l’olfatto.
Girandolo, si crea un mandala che ci da una pace mentale e ci permette di parlare con noi stessi. Con la sensibilità e la vista si avverte il differente contatto del riso cotto col cucchiaio di legno,
con l’olfatto si avverte l’avvenuta mantecazione degli elementi.
Senza bisogno di assaggiarlo o guardare l’orologio in continuazione
si raggiunge lo scopo di aver preparato qualcosa che ci nutrirà e
ci darà nuova vita.

lunedì 28 febbraio 2011

br... freddo, freddo!


Brr… rinforziamoci con il tè.

Il tè di Col d’Antico

Aggiungere ad un cucchiaio di tè un seme di cardamomo leggermente schiacciato, un pezzetto di cannella, un chiodo di garofano ed una scorzetta di arancia (senza l’albedo), acqua appena arrivata a bollore e lasciare coperto per qualche minuto.

Non bisogna avere paura che il tè sia troppo eccitante, contiene molta meno caffeina del caffè.

Il tè verde è il più leggero ed è ricco di flavonoidi che contrastano l’invecchiamento e rinforzano i vasi sanguigni capillari.

Il tè nero ha proprietà digestive e depurative: è anticiccia!

Il tè come si usa nel Kashmere per scaldarsi:
scurissimo e rinforzato con pepe e cannella.

venerdì 11 febbraio 2011

Tempo di finocchi



I finocchi sono una strana verdura, dividono in due la gente:
chi li ama in tutti i modi e chi non li sopporta cotti.

Crudi oltre che in pinzimonio si possono fare in insalata o usare al posto della frutta.

Una bella insalata croccante di finocchi tagliati fini e condita con scorzette di arancia e olive nere, sale, olio, pepe.
O solo aromatizzata con semi di carvi o coriandolo contusi ed un cucchiaio di olio nel quale si è emulsionato del sale.

Poi ci sono i finocchi cotti.
La maggior parte della gente li conosce solo lessi o al vapore, e alcuni non li amano,
ma chi ha provato i finocchi in padella al latte non può non amarli!

Si tagliano dei finocchi a spicchi e si mettono in una padella con del burro,
si copre e, a fuoco dolce, si fanno brunire girandoli ogni tanto.
A questo punto si salano leggermente, si coprono a filo con del latte, si aggiungono un po’ di sale ed una grattatina di noce moscata.
Si continuano a cuocere, prima coperti e poi scoperti.
Verso fine cottura, quando quasi tutto il latte si è rappreso o evaporato,
si cospargono di formaggio grattugiato,
si ricopre la padella e si continua per qualche minuto per gremolarli.

Molto invernali e mooolto buoni!

domenica 16 gennaio 2011

Cadregh e sciatt




Evvai che dopo 44 anni, il nonno romano, non mangia più i cadregh!
si è spaventato quando gli ho annunciato che gli avrei fatto gli sciatt per cena


Ti do la ricetta perché vale la pena di festeggiare.


Sciatt (per 4 pp)

In una ciotola miscela 300 g di farina di grano saraceno, 100 g di farina bianca, 1 bicchierino di grappa (io non l’avevo e ho usato un bicchierino di rum), un po’ di sale. Poi aggiungi acqua fino ad ottenere un impasto morbido.
Taglia 300 g di fontina o formaggio locale simile, in cubetti da ca 1,5 cm di lato. Immergili nella pastella e lascia riposare il tutto per 30’.
In una padella, fai fondere dello strutto o scalda bene dell’olio. Con un cucchiaio prendi un cubetto ben ricoperto di pastella e lascialo cadere nel liquido bollente. Fa friggere gli sciatt fino a che son ben coloriti e scolali.

Come piatto unico, si prestano ad essere accompagnati da un letto di bieda o spinaci lessati, ma anche su cicoria tagliata fine e condita. Oppure usali per un finger meal.

Il grano saraceno non contiene glutine ed è proprio invernale!


lunedì 15 novembre 2010

zuppa e marmellata di zucche di Col d'Antico


Autunno, passate le zucche come maschera, rimangono ancora per alcuni mesi quelle da mangiare… slurp!
Abbiamo già visto le bistecche di zucca e allora chiudiamo, per quest’anno, l’argomento zucca con la mitica zuppa di zucca e poi con la confettura di zucca.

Non mi ricordo se ti ho già dato la ricetta di questa zuppa, trovata circa 20 anni fa da Ruth su quello che era un ricettario tedesco di cucina italiana. Abbiamo tanto riso, perché sembrava la summa del mangiare nordico invece che italiano! Comunque l’abbiamo fatta e … rifatta, perché era buonissima, e ci ha fatto passare tante belle sere, vicino al camino a Col d’Antico.
La zuppa di Col d'Antico

Si prende una bella zucca dalla buccia consistente (assolutamente non una butternut). Le si taglia la calotta col picciolo e la si mette da parte.
Le si tolgono i semi, i filamenti e, con un cucchiaio, si toglie una buona parte della polpa. I filamenti si buttano (per quanto sono ottimi in frittata), i semi si fanno asciugare, per consumarli poi tostati e salati, la polpa la si mette da parte.
Con del pane raffermo si fanno dei cubetti, che si mettono a dorare in padella con del burro, aglio, rosmarino e salvia. Si salano e si pepano abbondantemente.
Si mette in ½ l di panna liquida (va bene anche quella da cucina) del sale, uno zic di noce moscata e, se uno già li ha, dei semi di carvi o di finocchio.
Si grattugiano 100 g di emmenthaler, o qualsiasi formaggio un po’ saporito che fonda, 100 g di parmigiano grattugiato.
Si trita la polpa tolta in precedenza.
Si riunisce tutto in una ciotola capiente e lo si mischia bene.
Si sistema la zucca in una tiella che la tenga diritta, si sala leggermente la polpa interna e si riempie la zucca col composto. Si chiude con il cappellotto e la si inforna a 190° per 30-45’ ca.

Per vedere se è cotta, basta sollevare il cappellotto ed infilate uno stecchino o la punta di un coltello nella polpa attaccata alla buccia. Se entrano facilmente, vuol dire che è cotta.
Si trasferisce la zucca, badando a non rovesciarla, su di un piatto fondo da portata e si serve direttamente in tavola, staccando con un cucchiaione anche la polpa alle pareti.

La ricetta trovata da Ruth prevedeva che gli ingredienti si mettessero tutti a strati intervallati da fette di burro alte due dita!!!!


La marmellata di zucca di Col d’Antico

Affetta sottilmente della polpa di zucca butternut e pesala. Mettila in una casseruola di acciaio o di smalto bagnata, aggiungi zucchero bruno di canna corrispondente alla metà del peso della zucca. Cuoci adagio, mescolando abbastanza spesso, per fare evaporare l’acqua di vegetazione, poi aggiungi per ogni kg di zucca alla pesata, 100 g di amaretti di Saronno ben sbriciolati, 100 g di mandorle tostate e tritate, e, a piacere, della cannella ed 1 bicchierino di rum scuro a cottura ultimata. Invasetta a caldo.

Lo sai che c’è l’usanza di mangiare la marmellata di zucca, sia in Brasile, dove si consuma per S.Giovanni insieme alla canjica (una pappa dolce di mais), che in India dove si consuma per Pomuna insieme a dei dolcetti?

sabato 28 agosto 2010

estote parati anche in questa calda estate lavorativa


I momenti della giornata sono sempre diversi e capita che non coincidano con le nostre “disposizioni spirituali”, per cui conviene tenersi preparati:

- Tenere in casa delle cose semplici per preparare un piatto fresco e sfizioso

- E cucinare al mattino, quando si è più volonterosi,

Due suggerimenti:
tieni in casa delle verdure grigliate, dei tomini da cuocere, dei pomodori grossi e pieni, e …
visti i lavori appena fatti in giardino ed il fatto che, la terra buona, appena smossa, ricaccia un sacco di ortiche. Prima di strapparle tutte, approfittane per preparare una

Torta di ortiche

raccogli 800 g di cimette tenere (basta farlo con un paio di guanti di gomma e delle forbici).
Sempre con i guanti, lavale. Scottale per qualche minuto in acqua bollente salata. A questo punto, per lavorarle, puoi toglierti i guanti. Strizzale, tagliale grossolanamente e falle saltare in padella con dell’olio (2 cucchiai).
Taglia a dadini una fetta da 150 g di caciotta (è una buona occasione per svuotare il frigo degli avanzi di qualsiasi formaggio che fonda un po’).
Metti in una ciotola 200 g di ricotta, unisci le ortiche, 1 tuorlo d’uovo, delle foglioline di timo, 1 bustina di zafferano o 1 cucchiaino di curcuma, del sale ed una bella macinata di pepe. Lavora bene il tutto e, alla fine, incorpora anche i dadini di formaggio.
Ungi una tortiera bassa e rivesti l’interno con una sfoglia di pasta di pane, riempila con l’impasto, copri con un’altra sfoglia di pasta. Avvicina i bordi delle due sfoglie e pizzicali. Ungi anche la superficie di questa ultima sfoglia e fai un forellino per liberare il vapore della cottura.
Inforna a 200° per 40’ ca.
Se non hai voglia di fare la pasta di pane o non la trovi, puoi usare della pasta sfoglia già pronta.

Verdure grigliate

Niente di meglio che delle verdure grigliate: melanzane, zucchine, peperoni, patate lesse, carote scottate.

Fai a fette quello che hai e arrostisci le fette sulla griglia, mettile a strati in un contenitore da frigo (ideale sarebbe un frigoverre), un po’ di sale, delle fettine di aglio, delle foglie di basilico o di origano, delle fettine di peperoncino rosso piccante o dei granini di pepe verde. Un filo d’olio e voilà, verdura pronta per un consumo estemporaneo, da mangiare per alcuni giorni a partire da 1 ora dopo che l’ hai fatta.
Non ti preoccupare se versi un po’ più di olio, una volta finite le verdure, è ben insaporito e lo puoi sempre recuperare per un veloce piatto di spaghettini profumati!

Piatto serale veloce
Lava e taglia a fette alte un pomodoro grande e pieno. Metti una bella fetta tipo bistecca su di un piatto che possa andare nel microonde. Un po’ di sale, di peperoncino, un filino di olio.
metti anche un paio di fettine di verdure grigliate e adagia sopra, al centro, un tomino.
Passa al microonde per 4’ al max.

Affiancagli una fetta di torta di ortiche, un bicchiere di vino bianco e gustati il tutto sul terrazzo sotto la luna!

mercoledì 18 agosto 2010



Quante volte ti è capitato di cogliere o comprare troppi fichi?

Però i fichi se lasciati lì diventano acidi ed immangiabili, così ti do una ricettina buona proprio per l'estate:

ti bastano dei fichi, della panna montata, delle fogloline di menta.

Le proporzioni per 4 persone sono: 500 g di fichi, 200 di panna montata e dei savoiardi.

Sbuccia e passa nel mixer i fichi, tranne un paio per la decorazione.

Incorpora delicatamente la panna.

Sbriciola sul fondo della ciotola, o su quello di ogni coppetta, un savoiardo a persona, copri con la mousse, decora con delle fettine di fico e delle foglioline di menta.

Tieni fino al momento di slurpare ...

Buona per tutti anche per Ares Varg!

mercoledì 4 agosto 2010

frittata con mele e cipolle

Vuoi fare una frittata soffice e non pesante adatta alle sere d'estate?
Taglia a listarelle 2 fette di pancetta affumicata, affetta 3 belle cipolle, togli il torsolo a 2 mele golden e, senza sbucciarle, falle a tocchetti.
Metti in una padella (non molto larga) 2 cucchiai di olio e fai rosolare dolcemente la pancetta e le cipolle con qualche foglia di salvia.

Aggiungi le mele e fai prendere loro sapore per qualche minuto. Sala e aggiungi un zic di peperoncino rosso e noce moscata.

Intanto batti in una ciotola 6 uova con una bella presa di sale e pepe.

Versa il composto d’uova nella padella e fai addensare la frittata. Rigirala in modo che sia ben cotta da entrambe le parti.

Puoi servirla calda o tiepida, comunque a grossi spicchi.

Ha un gusto morbido e come consistenza assomiglia allo schmarren.