martedì 30 agosto 2016

la caponatina di Aria


l'altro giorno ti era piaciuta tanto, così ecco la ricetta:




Taglia a dadini o a bastoncini 2 piccole melanzane, cospargile di sale e fai buttare loro l'acqua di vegetazione. 
Sciacquali e asciugali, infarinali e friggili in un poco di olio evo. Quando scoli i dadini, asciugali sulla carta paglia, non buttare l'olio.

Mentre le melanzane fanno l'acqua, approfitta per preparare tutto il resto:

- taglia a fettine sottilissime 1 cipolla
- togli i filamenti a 1 costa di sedano e tagliala a lunette
- taglia a julienne sottilissima 1 carota
- lava e taglia a tocchetti 1 pomodoro (privalo dei semi).
- spezzetta una manciata di olive nere.
- aggiungi una manciatina di capperi (se sono sotto sale sciacquali)
- rassoda 2 uova, sgusciale e falle a pezzetti

mischia bene tutti gli ingredienti, comprese le melanzane.


Poi prepara una emulsione con 2 cucchiai dell'olio di frittura filtrato, con sale, peperoncino macinato, un po' di aceto balsamico, un'erba aromatica tipo cipollina,  prezzemolo o basilico.

Versala sulla caponatina e lascia riposare diverse ore. 

E' un piatto che si presta ad essere preparato addirittura il giorno prima. 

Buon appetito, amore di nonna








domenica 19 giugno 2016

yogurt casalingo


Yogurt casalingo

Ingredienti di partenza: 1 l di latte intero o parzialmente scremato a scelta, 1 yogurt bianco non zuccherato.
Accessori:  una pentola di acciaio ed  un cucchiaio di acciaio. Un contenitore con coperchio richiudibile, un vecchio golf, uno spazio chiuso dove riporlo al riparo dalle correnti  (basta anche una scatola di cartone).
Mettere il latte nella pentola e portarlo ad ebollizione, quando monta,  darsi da fare col rubinetto del gas per mantenerlo in ebollizione per 10 minuti senza farlo tracimare. 
Passato questo tempo, spegnere e lasciar perdere calore per un’altra decina di minuti. 
A questo punto, con il cucchiaio togliere il velo di caseina che si è formato in superficie, aggiungere lo yogurt e mescolare bene. 
Versare nel contenitore e mettere il tappo (senza chiuderlo completamente). 
Badando a non capovolgerlo, avvolgere il contenitore nella pezza di lana e riporlo nella scatola o in un luogo chiuso di poco più grande. 
Lasciarlo fermentare per almeno 6 ore, dopo di che si può togliere il contenitore da tutto ciò che lo teneva al caldo, chiudere per bene e riporre in frigo. Dura almeno 5 giorni ottimamente.

Steps importanti: 
- usare utensili di acciaio, 
- se si mette il cucchiaio in bocca, sciacquarlo ed asciugarlo prima di  rimetterlo nel latte. 
- non chiudere completamente il recipiente in fase di fermentazione. 
- fare in modo che mantenga il calore sviluppato dalla sua stessa fermentazione.

Ho sperimentato il metodo con latte fresco, latte a lunga conservazione, latte di capra. Funziona sempre.
Se ci si dimentica di lasciare da parte la porzione per rifarlo, ci si deve assentare per un periodo, si è in vacanza, niente paura, si ricomincia da capo e non c’è neanche bisogno del frigo per mantenerlo un paio di giorni.

Appena mi rimetto in piedi provo col latte di soia, per la versione vegan. 

come da richiesta tua e della tua mamma, con amore

sabato 16 maggio 2015

rose nel cuore, nella mente e ...nello stomaco



per la mia amica Claudia

Ho un’amica che possiede un angolo di sogno che le parla dell’amore col quale il marito, anno dopo anno, le ha regalato splendide piante di rose.  
Un angolo  profumato per riposare occhi ed anima e che, curiosamente, dopo anni, le ha fatto venire la voglia di “assaporarlo”, 
così mi ha chiesto qualche idea per gustare le rose anche a tavola.

Bene, ho un paio di ricettine già provate con successo.

Stracci alle rose

Sul tavolo, disporre a fontana 400 g di farina, aggiungere una presa di sale, e rompervi al centro 4 uova. 
Con una forchetta, battere leggermente le uova ed incominciare ad incorporarvi la farina, aggiungere anche 2 mezzi gusci di acqua tiepida.
Finito di incorporare le uova con la forchetta, incominciare a lavorare l’impasto con le mani e proseguire per 15’. Deve risultare un impasto omogeneo, elastico e sodo.
Coprire la palla d’impasto con un panno umido e lasciarla riposare per 1 ora.
Tagliare delle fette spesse e stenderle bene in strisce con la macchina apposita o con il mattarello.
Lo spessore deve essere minimo, perché alla fine va doppiato.
Raggiunto il giusto spessore, distribuire su di una sfoglia i petali (lavati ed asciugati) di rosa. Coprirli con un’altra sfoglia, premere bene con le mani o con la macchinetta per fare uscire l’aria e perché le sfoglie restino ben attaccate.
Appoggiare la doppia sfoglia sul tavolo infarinato e tagliarla come si preferisce: a straccetto, a lasagna, con un coppa pasta.
Coprire e lasciar asciugare.

Intanto si può preparare il sugo, che dipenderà dalle rose.
Se sono profumate conviene condirle solo con burro fuso aromatizzato (con chiodi di garofano e semi di anice pestati nel mortaio, oppure con altri petali ed una puntina di noce moscata).
Diversamente si possono condire con una crema di cipolle bianche stufate, alla quale si incorpora del burro e dell’erba cipollina tagliuzzata.

Conviene presentare già nei singoli piatti guarniti con petali.


Confettura di rose.

Scegliere 250 g di petali di rose rosse e profumate ( se c’è una base bianca, toglierla) lavarli ed asciugarli.
Tritarli e metterli in una scodella con 170 g di zucchero, coprirla e lasciar a riposare  per 2 gg.
A questo punto, sciogliere altri 170 g di zucchero in 250 g di acqua, aggiungere il succo filtrato di 1 limone e cuocere il tutto a fiamma bassa per 20’ ca.

Questa confettura si presta ad essere gustata su tartine con un tè, oppure, vista la sua delicatezza, per smorzare un po’ la ricchezza dei dolcetti di pasta reale.

Lo so che avrei dovuto mettere la foto di rose rosse, ma nel mio giardino sono solo bianche!




domenica 13 luglio 2014

La torta al caffè di Guia




























Finalmente ho trovato il tempo di fare una torta secondo una ricetta passatami da mia nipote Guia.
Fantastica per un dopo cena con chiacchiere o una partita a carte.
È al caffè, ma usando la polvere di quello decaffeinato, non ci sono rischi di veglie indesiderate.
La torta può avere due sviluppi a seconda della cottura:  soffice e asciutta con i tempi tradizionali nello stampo da plumcake,
oppure, 
mettendola in una teglia quadrata in uno strato più sottile e facendola cuocere un po’ meno a lungo, conserva un cuore leggermente cremoso e ben si adatta ad essere tagliata a quadratini e messa nei pirottini.

Queste sono le dose di una torta per 6 pp.

In una ciotola, mescolare  180 gr di farina 00 con un pizzico di sale, 1 bustina di vanillina e 4 cucchiai di polvere di caffè ( per la moka, non solubile).
In un’altra ciotola o nel mixer, battere 4 uova con 180 g di zucchero.
In un pentolino a bagnomaria sciogliere 180 g di burro, versarlo nel composto delle uova, amalgamare ed aggiungere alla farina.
Mescolare  bene il tutto e versare  in uno stampo da plumcake imburrato e infarinato.

Infornare a 180° x 40’.  

mercoledì 21 maggio 2014

pasta con la silene





Quest’anno finalmente ce l’ho fatta a farmi una bella pasta con la silene.

La silene è commestibile e si trova dappertutto! 
 Purtroppo, allo stato selvatico,  io la individuo solo quando incomincia a fare i fiori, troppo tardi per qualsiasi uso culinario.
Si trova in commercio raramente, data la sua rusticità e poi i nomi cambiano da regione a regione e la gente te la indica quasi solo col nome regionale:

 strigoli, stridoli, carletti, bubbolini, tagliatelle della Madonna
.
C’è incertezza sull’origine del suo nome. C’è chi lo fa risalire a Silenòs, compagno di Dioniso e padre dei Satiri, per intenderci quello che era metà uomo e metà cavallo.  E chi lo fa risalire a Silene, la Dea notturna che illumina da sempre il mondo.

La silene diverte molto i bambini, che si fanno scoppiare i suoi fiori in fronte.
 I suoi fiori sono tra i pochi che le api non possono bottinare, perché sono come dei palloncini a righe verticali di due differenti e tenerissimi verdi, con una piccolissima apertura alla quale fanno da corona dei petali quasi tondi bianchi.

Finalmente questa primavera mi son decisa a piantarla nell’orto, così sorvegliandola attentamente, sono riuscita a farne un discreto raccolto prima che andasse in fiore. Anzi spero di ripeterlo presto, per gustarla in insalata.

Le sue foglie tenere hanno il sapore dei piselli freschi e si prestano ad essere mischiate alle insalate, 
ma questa prima volta ho voluto provarla saltata in padella per condire un bel piatto di pasta.

Ho fatto soffriggere, in 1 cucchiaio di olio, dei dadini di pancetta affumicata con un paio di spicchi di aglio, 1 cipolla tritata ed un pezzetto di peperoncino rosso. Poi ho aggiunto le foglie di silene, le ho fatte appassire e portate ad essere morbide con  ½ bicchiere di vino bianco secco (buona la scusa!).

Cotta la pasta l’ho aggiunta nella padella e fatta saltare. 
Nei piatti, un filo di olio crudo aromatizzato ed una bella spolverata di parmigiano.

Per intenderci, per due ho fatto tutta quella che si vede nel piatto, 
cotta rende proprio poco, ma in compenso è buona.  

martedì 20 maggio 2014

Insalata di arance e finocchi


Ciao Aria!!!

Sta finendo la stagione sia delle arance che dei finocchi, così prima di dir loro addio per quest’anno, 

ecco la ricettina di un’insalata davvero fresca e rigenerante.

Scegli, se possibile, delle arance tarocco, non solo per il gusto ma anche per il colore, (oppure, per una cena, scegli le navel, più scialbe, ma più adatte se hai difficoltà a digerire le arance la sera).

Pelale a vivo, togliendo bene ogni traccia di albedo e poi falle a pezzetti e mettili in una terrina (col succo che ti è colato sul tagliere).

Pulisci dei finocchi e, se c’è qualche barbetta verde fresca, tienila, dividili in quattro e poi affettali.  Uniscili alle arance.

Taglia a rondelle delle olive nere senza nocciolo, uniscile insieme alle barbette, alle arance, condisci con olio, sale e pepe.



sabato 28 settembre 2013

Le giuggiole


In ottobre può capitare di trovare sui banchetti del mercato le giuggiole.
In genere non si sa che farne e, esaurita la curiosità di assaggiarne qualcuna, si decide che se sono andate scomparendo c’era una ragione più che valida: 
sanno di poco per i nostri palati odierni.

Invece si potrebbe provare a farne dei deliziosi antipasti per l’inverno.



Giuggiole sotto sale


Si pulisce 1 kg di giuggiole dai rametti e dalle eventuali foglioline, si lavano e si mettono ad asciugare su di un telo.
Si pulisce bene un vaso e vi si fa uno strato di giuggiole, poi uno di sale mischiato a semi di finocchio, zeste di limone e pezzetti di aglio. Poi si ricomincia: giuggiole, sale, aglio, semi di finocchio e zeste di limone. Si termina con il sale e gli aromi.

Si chiude, si ripone in un posto fresco e buio.    E dopo 40 giorni le giuggiole sono pronte.


Per  accompagnare gli antipasti, in alternativa ai soliti sottaceti.

(attenzione al nocciolo appuntito)



sabato 21 settembre 2013



Anche se il caldo non se n'è ancora andato e le nostre aromatiche continuano a darci i loro squisiti profumi, è ora di pensare a quando ci converrà tagliarle tutte per evitare che le gelate notturne ce le cuociano.

basta prepararsi e avere a portata di mano le basi: olio e aceto, delle bottigliette, qualche strofinaccio pulito, un angolino lontano dalla polvere e, ovviamente, le ricette.

Aceto bianco per insalate.

Bollire 2 l di aceto di vino bianco fino a che non si riduce della metà.
Mentre bolle tritare dello scalogno, dell’aglio e delle erbe aromatiche (timo, maggiorana, alloro, ecc.).
Versare l’aceto caldo sul trito, salare e pepare.
Lasciare riposare per 2 ore, poi filtrarlo, metterlo in bottiglia e tappare ermeticamente.


Aceto alla menta

Pulire una buona manciata di foglie di menta fresche.
Portare a bollore 1 l di aceto di vino bianco. Spegnere il fuoco e buttarvi dentro la menta.
Lasciar intiepidire. Filtrare, imbottigliare e tappare.
Fare stagionare 1-2  mesi in un luogo fresco.
Va benissimo per insalate di patate fredde.


Aceto al rosmarino, salvia ed aglio

Porre in ½ l di aceto delle fettine di aglio delle foglie di salvia e degli aghi di rosmarino.
Lasciare macerare per 15 gg.
È ottimo per marinare il coniglio o condire delle insalate di carne fredda.



-        L'olio all’alloro è una buona base per stufati e risulta aromatico per le insalate;
- l'olio al basilico è squisito per la caprese, sul pomodoro crudo, sulle friselle, buono anche coi sughi delicati;
- l'olio all'erba cipollina è ottimo per le patate lesse, per il pesce in bianco, per le insalate, per il riso in bianco;  
- l'olio al rosmarino serve sia per marinare che per cuocere la carne;
- l'olio alla cedrina è indicato per pesci e carni bianche, ma ottimo anche sulle insalate;
 -  l'olio ai petali di calendola è ottimo nei risotti, nelle insalate e per .. il corpo (ha notevoli capacità emollienti).

Quando è il momento si tagliano gli steli delle aromatiche, si staccano le foglioline una per una e si sciacquano velocemente sotto l'acqua corrente. Senza frullarle nello scola-insalata, ma raccogliendole dall'acqua con le sole mani, dopo aver lasciato cadere la maggior parte dell'acqua, si stendono su di un canovaccio pulito, si aprono accuratamente in modo che l'aria possa ben circolare e si lasciano asciugare una 1/2 giornata.
Poi si può procedere secondo ricetta.

Gli aceti, gli olii , così come i sali aromatizzati, contribuiscono a rendere i cibi sapidi, diminuendo la quantità di sale che in genere si usa per esaltarne il sapore.

Le bottigliette, etichettate, vanno riposte al buio; come tutti i condimenti e le spezie, con la luce si alterano e perdono colore e sapore.  


sabato 22 giugno 2013

tortino di riso e melanzane



Aria, amore mio dolce,

eccoti la ricettina cui facevo cenno durante la telefonata.

Non ti do delle dosi esatte, perché dipende se vuoi fare un tortino per più persone o 2 mini tortini per te e per mamma.
Per le melanzane sappi che puoi partire da una semplice melanzana cruda, oppure avvantaggiata da una bella busta di melanzane già gratinate (reparto surgelati del supermarket). Nella ricetta per il tortino calcola 3 melanzane da cucinare tu o una busta surgelate. Se usi quelle surgelate ricordati di farle sgelare lentamente la sera prima passandole nel frigorifero, poi quando inizi a cucinare distendile su di un piatto di portata, salale, dagli una spruzzata di peperoncino rosso tritato ed irrorale con un filo d'olio.
Per il il riso calcola 2 pugnetti comunisti (definizione esilarante per indicare 50 g.ca trovata in un libro di cucina brasiliana della zia Sole, sono ricette tratte dagli scritti dei maggiori romanzieri brasiliani) a persona.
  
Tortino di melanzane, riso e pomodori

Metti in un pentolino il riso (patna o originario), coprilo con un dito di acqua e lascialo riposare 10'.
Affetta le melanzane per la lunghezza e falle dorare da ambo le parti in una padella antiaderente unta. O grigliale, se preferisci.
Accendi il fuoco sotto il riso e portalo con fiamma vivace a bollore, come bolle, abbassa un po' la fiamma, metti un coperchio e fai cuocere per 10'. Dopo 10', spegni ed interponi tra il pentolino e il coperchio una salviettina (per assorbire il vapore). Alla fine il riso sarà compatto, asciutto e da sgranare.

Mescolalo in una terrina con 3 cucchiai di olio (questa e le seguenti sono le dosi per il tortino), 1 cucchiaio di parmigiano grattugiato, del sale, 3 cucchiai di basilico, timo e prezzemolo tritati (io ho aggiunto anche una macinatina di semi di coriandolo e altre erbette varie che ho nell'orto), 200 g di pomodorini affettati,  sale e pepe ed una bustina (facoltativa) di pinoli.
Ungi d’olio una pirofila e sistema sul fondo e sulle pareti le fette di melanzana, salate e spruzzate di peperoncino tritato.

Versa il riso, livellalo e chiudi con le fette di melanzana. Spolvera di pangrattato, condisci con un filo di olio e fai cuocere in forno a 180°per 20’.

Lo puoi mangiare sia caldo che freddo.

E' veramente buono, leggero e estivo.

mercoledì 7 novembre 2012

L’ultra facile zuppa di zucca



Zuppa di zucca

Per 4 pp

Mondare una zucca in modo da averne 700 g a dadini.

Dividere i dadini a ½ e mettere la prima metà in una pentola coperta da 7,5 dl di latte e 2,5 dl di acqua,  sale e pepe. A bollore proseguire la cottura per 15’. Passarla col minipimer o al mixer.

In una casseruola mettere i restanti dadini di zucca con 20 g di burro, della noce moscata e della maggiorana tritata (vanno bene anche della salvia o del prezzemolo). Farli rosolare e poi aggiungerli alla crema, mescolare bene. Fare cuocere altri 15’ coperto.

Preparare dei cubetti di pane rosolati e insaporiti con sale, pepe. Adagiarli sul fondo delle fondine e versarci sopra la zuppa.